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Bonvoyadige?

Sembra una barzelletta ma non lo è:

Un giorno due tipi si incontrano, con la birra in mano. Uno dice:

Ciao, ma lo sai che avrei voglia di prendere una canoa, partire da Trento e andare fino a Chioggia pagaiando sull’Adige?

L’altro strabuzza gli occhi, fa sussultare la birra e risponde:

Lo sai che questa è il sogno della mia vita ma mi è sempre mancato qualcuno con cui realizzarlo?

Bonvoyadige nasce così…

Che cos’è?

Bonvoyadige è l’evento sportivo dilettantistico riservato ai soci di Fuoridagliargini. L’idea nasce quasi per caso, quando due dei futuri

membri dell’associazione, parlando di progetti e sogni nel cassetto, scoprono di avere in testa un’idea molto simile e abbastanza inusuale.

Partire da Trento e raggiungere la città di Chioggia, e fin qua niente di strano, se non fosse che il viaggio che entrambi hanno in mente

non prevede automobili, pedaggi e code in autostrada ma  di scendere in canoa lungo il corso del fiume Adige per raggiungerne la foce,

arrivare al mare, a Chioggia appunto. Se a questa idea un po’ folle, si aggiunge il fatto che il padre di uno dei due giovani aveva già

compiuto l’impresa nell’estate del 1974 e che, neanche a farlo apposta, nel 2014 quel primo viaggio compirà 40 anni , l’alchimia è

completa. Si rispolverano vecchie fotografie in bianco e nero di canoe canadesi e baffi anni ’70 ma soprattutto tornano alla luce

testimonianze di un paesaggio e di un fiume cambiati molto in quarant’anni. Da qui parte il progetto Bonvoyadige, che non vuole limitarsi

ad essere un viaggio, una avventura limitata agli spazi angusti di 4 canoe e ai futuri ricordi di chi avrà partecipato, ma ha l’ambizione di

voler diventare qualcosa di più. L’idea di ripercorrere questo viaggio diventa stimolo per porsi delle domande, per ricercare, tramite le

fotografie e alcune testimonianze scritte gli stessi posti quarant’anni dopo, per capire quanto il fiume sia cambiato naturalmente e quanto

in modo artificiale. La passione per la fotografia e le riprese video assume un ruolo fondamentale intrecciandosi con il viaggio che si andrà

ad intraprendere perché nel tempo ha preso piede l’idea di documentare il viaggio, rivisitando luoghi, le situazioni e le atmosfere

immortalate nelle fotografie del 1974 per poi dare vita ad una mostra fotografica e ad un libro in cui i due viaggi si sovrappongano. E se

l’idea è quella di ridare valore al fiume, ormai elemento che fa solo da cornice alla vita quotidiana di Trento (a parte la bella iniziativa della

Zatterata nel Corso delle Feste Vigiliane e poco altro), perché non rendere fruibile da chiunque volesse ripetere l’esperienza negli anni

futuri riportando informazioni utili, consigli e dando riferimenti geografici per le possibili tappe, gli approdi, le chiuse da affrontare ecc?

Ecco allora un buon motivo per creare un sito internet (https://www.bonvoyadige.com/) nel quale dedicare una sezione ad una sorta di

diario/manuale di viaggio per futuri viaggiatori sull’Adige.

Il percorso

L’obiettivo del gruppo è partire da Trento in canoa, passare per Rovereto, attraversare Verona e Legnago. Poco prima dell’estuario del fiume Adige, all’altezza di Cavanella d’Adige, il gruppo pagaierà verso Nord lungo il Canale di Valle che, incrociando anche il fiume Brenta, porta alla città di Chioggia.

Lungo il percorso ci sono almeno 7 sbarramenti di controllo del flusso del fiume, attraverso i quali non è possibile navigare. Il gruppo dovrà quindi sbarcare, proseguire per qualche tratto a piedi e poi riprendere il cammino.

Si prevede che il percorso duri una settimana circa. Il primo tratto fino a Verona è caratterizzato da una corrente più forte e quindi i tempi di percorrenza saranno sicuramente più rapidi.

Poi il fiume scivola attraversa la pianura Padana. E la pianura non ha grandi correnti: bisognerà spagaiare di brutto. E lì sarà dura.

Forza ragazzi!